Alcuni nostri Associati si sono riuniti nella mattinata di sabato 21 febbraio per partecipare alla visita programmata presso la Centrale Idrodinamica e la Sottostazione Elettrica del Porto Vecchio di Trieste.
La visita è stata guidata dai referenti della sezione di Trieste di Italia Nostra, dott.ssa Carla Nassuato e ing. Valter Tius, ai quali va il nostro sentito ringraziamento.
Tutti i partecipanti hanno espresso unanime apprezzamento per l’iniziativa, sottolineando in particolare la competenza, la professionalità e la disponibilità dimostrate dalle persone che hanno condotto la visita.
Centrale idrodinamica
Il Porto Vecchio di Trieste è stato concepito come punto di massima eccellenza tecnologica nel panorama portuale dell’epoca.
La Centrale Idrodinamica, realizzata nel 1890, è l’edificio di maggior valore tecnologico del porto vecchio perché conserva preziose macchine per la distribuzione dell’energia idrodinamica nel porto. Quello di Trieste fu uno dei primi porti al mondo, assieme ad Amburgo, Buenos Aries, Calcutta e Genova, a dotarsi di una Centrale Idrodinamica.
L’acqua sotto pressione, prodotta dalla centrale, veniva distribuita in tutto il porto attraverso 6.500 metri di condotte sotterranee, andando ad alimentare direttamente le gru da banchina, da capannone e i montacarichi.
L’impianto era costituito da una batteria di 10 caldaie Lancashire tipo Cornovaglia, da 4 macchine generatrici di pressione costruite dalla Breitfeld Danek & comp. Prag-Karolinenthal e da una pompa ausiliaria.



Sottostazione elettrica
Per il necessario ampliamento della già esistente Sottostazione nel complesso della Centrale Idrodinamica, nel 1913 fu costruita accanto alla Centrale, e ad essa collegata, la Sottostazione Elettrica di conversione.
Questo edificio speciale si distingue stilisticamente dalle altre costruzioni del Porto Vecchio poiché costruito su disegno dell’architetto Zaninovich, come i varchi del muro di cinta, la Casa degli operai, l’ormai demolita espositura doganale sul molo della Sanità e la Locanda Piccola.
All’interno dell’edificio la sala dei trasformatori, le gallerie protette, le scale, le guide per gli argani, le apparecchiature elettriche, le disposizione degli arredi e le vetrinette divisorie confermano ancora oggi la dignità e il prestigio di quell’architettura industriale.
Notizie tratte da https://triestecultura.it/luogo/centrale-idrodinamica/ e da https://triestecultura.it/luogo/sottostazione-elettrica/
